17 Giugno 2017
Chissà se Roger Waters, fondatore e celebrato autore di tutti i testi dei Pink Floyd, bassista e principale compositore fino al 1985 della rock band da 250 milioni di copie vendute nel mondo, fresco del lancio planetario lo scorso 2 giugno del primo disco da solista dopo ben 25 anni, sa chi fosse Dino Buzzati. E perché alla fine degli anni Sessanta avesse definito «segno nero che copre le parole per tenere vive quelle non coperte» l’inconfondibile linguaggio dell’artista concettuale Emilio Isgrò: quelle «cancellazioni» che (per dirla poi con i critici d’arte Michele Bonuomo e Marco Bazzini) «appartengono a Isgrò come a Lucio Fontana appartenevano i tagli» o «il quadrato bianco su fondo bianco a Malevic», e che per Achille Bonito Oliva hanno «terremotato il linguaggio dell’arte».Un giorno Buzzati gli regalò persino un poema a fumetti con la dedica «A Emilio Isgrò perché mi cancelli», ma oggi a rischiare di subire tutt’altro genere di cancellazione commercial-giudiziaria è proprio Roger Waters: ieri la sezione specializzata in materia di impresa del tribunale di Milano, presieduta da Claudio Marangoni, con un decreto urgente ha infatti ravvisato in via cautelare gli estremi del plagio delle opere di Isgrò nella copertina, nell’involucro, nel libretto illustrativo e nelle etichette del disco in vinile, del cd, del formato digitale e del merchandising del nuovo album dell’ex Pink Floyd, Is This the Life We Really Want? , e ha perciò ordinato alla Sony Italia (che distribuisce il disco prodotto dall’americana Columbia Records) di cessare di commercializzarlo in violazione del diritto d’autore.
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- fonte: http://www.corriere.it
03 Giugno 2017
Il nuovo album “Is this the life we really want?”, che arriva un quarto di secolo dopo il precedente, mostra un artista lievemente diverso. Waters descrive l’apocalisse in cui viviamo con la consueta logica manichea, da una parte la povera gente e dall’altra lo spietato complesso industriale-militare-politico, eppure usa toni meno brutali del solito e offre un finale inatteso. Questa volta non ci vuole spaventare. Vuole farci provare sentimenti come compassione e senso di colpa.E poi, dove sono gli assoli? Fino a ieri, i chitarristi sembravano i partner naturali di Waters. Le performance di musicisti dalla forte personalità come David Gilmour, Eric Clapton e Jeff Beck rappresentavano il controcanto efficace all’espressività vivida del bassista e cantante. Il partner, oggi, non è più un chitarrista (anche se qui ce ne sono vari, tra cui Jonathan Wilson), ma un produttore. Nigel Godrich, molti anni passati al fianco dei Radiohead, ha una conoscenza enciclopedica dei Pink Floyd, ha trasportato il mondo di Waters in un dimensione sonora più attuale, si è fatto carico degli arrangiamenti basati sugli strumenti a tastiera, ha architettato gli effetti sonori che da sempre accompagnano i concept del musicista inglese. Ha suonato tastiere e chitarra e con Waters ha assemblato una band che comprende Gus Seyffert (basso, chitarra, tastiere), Jonathan Wilson (chitarra, tastiere), Joey Waronker (batteria), Roger Manning (tastiere), Lee Pardini (tastiere) e le Lucius, ovvero Holly Proctor e Jess Wolfe ai cori.
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- fonte: http://www.rockol.it
03 Giugno 2017
Con una lettera aperta scritta a nome di 'Artists for Palestine UK', lo scorso aprile, una cinquantina di personaggi del mondo dell'arte e dello spettacolo hanno chiesto ai Radiohead di annullare il concerto fissato per il prossimo 19 luglio a Tel Aviv, in Israele, per 'protesta contro il sistema di segregazione imposto dagli israeliani ai palestinesi'. Tra i firmatari della lettera c'era anche Roger Waters, sostenitore del BDS, il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele. Nelle scorse settimane la band di 'Creep' ha preferito restare in silenzio sull'argomento: a rompere il silenzio, ora, è Thom Yorke, che ha risposto a Roger Waters e compagni con toni piuttosto duri.La risposta del frontman dei Radiohead alla lettera Thom Yorke è arrivata durante un'intervista concessa dal cantante all'edizione statunitense di Rolling Stone. Nell'intervista, il frontman dei Radiohead ha fatto sapere di essere in disaccordo con l'idea del boicottaggio:'Il tipo di dialogo che vogliono instaurare è del tipo: o nero o bianco. Ma a me non sta bene. È desolante che loro scelgano di smerdarci in pubblico piuttosto che confrontarsi con noi personalmente. Ed è profondamente irrispettoso, da parte loro, supporre che siamo disinformati: non capisco perché fare un concerto rock o andare a tenere una conferenza in un'università lì sia un problema, per loro'.Thom Yorke, poi, ha espresso il suo parere personale sulla scelta di Roger Waters e compagni, che secondo il cantante non favorirebbero l'unione tra israeliani e palestinesi ma alimenterebbero le loro divisioni:'È uno spreco di energia. Energia che potrebbe essere usata in modo positivo. Così non stai unendo le persone, non stai incoraggiando il dialogo. Sei crei divisione, cosa ottieni? Ottieni la fottuta Theresa May. Ottieni Netanyahu, ottieni il fottuto Trump. Crei divisioni'. - fonte: http://www.rockol.it